carlo emilio gadda

Il mio scrivere palesa, purtroppo, una insofferenza

delle formulazioni espressive che mi sono via via ritrovato nelle camere timpaniche e la costante ricerca

d'una espressione a mio giudizio adeguata ed esatta:

sciolta, comunque, dagli ancoraggi di ogni petizione

di principio. [...]

Mi dolgo della incriminazione di baroccheria. Alcune pagine extravaganti, ne convengo: alcun accesso derisorio,

di cui chiedo perdono a Dio, e alla patria.

 

("Per favore, mi lasci nell'ombra", Adelphi, 1993, pp. 52-53)