Il mio scrivere palesa, purtroppo, una insofferenza
delle formulazioni espressive che mi sono via via ritrovato nelle camere timpaniche e la costante ricerca
d'una espressione a mio giudizio adeguata ed esatta:
sciolta, comunque, dagli ancoraggi di ogni petizione
di principio. [...]
Mi dolgo della incriminazione di baroccheria. Alcune pagine extravaganti, ne convengo: alcun accesso derisorio,
di cui chiedo perdono a Dio, e alla patria.
("Per favore, mi lasci nell'ombra", Adelphi, 1993, pp. 52-53)
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ULTIMO AGGIORNAMENTO
9 dicembre 2014
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