carlo emilio gadda

Il mio lavoro letterario, disturbato per circa 16 anni su 35 da altri impegni, e da circostanze private e cataclismi pubblici esterni alla mia responsabilità nonché alla mia possibilità di porvi in alcun modo riparo, ha derivato dagli urti, dalle disavventure, dalle guerre vittoriose o catastrofiche, il carattere discontinuo e l'apparenza e forse la tonalità del frammento. A parte ciò, il mio scrivere palesa, purtroppo, una insofferenza delle formulazioni espressive che mi sono via via ritrovato nelle camere timpaniche e la costante ricerca d'una espressione a mio giudizio adeguata ed esatta: sciolta, comunque, dagli ancoraggi di ogni petizione di principio. [...]

Mi dolgo della incriminazione di baroccheria. Alcune pagine extravaganti, ne convengo: alcun accesso derisorio, di cui chiedo perdono a Dio, e alla patria.

("Per favore, mi lasci nell'ombra", Adelphi, 1993, pp. 52-53)