Un fulmine sul 220

TRAMA

I.

 

Primo getto

Margherita Lattuada (poi Elsa), vedova del baritono Carlo Maldifassi, ha sposato in seconde nozze Gian Maria Cavigioli, di lei più maturo, proprietario di una fabbrica di cioccolato e rappresentante di «una vecchia famiglia milanese, gente che ancora oggi sapeva tener fede ai vecchi ideali».

In parte sospetta ai Cavigioli e alle altre distinte famiglie milanesi per «la sua calda e serena bellezza» e «quel suo fare sciolto e allegro», diversa da loro anche nel suo atteggiamento verso gli altri («carità, gentilezza e vivezza facevano della signora Margherita la stella mattutina de' poveri e degli sconsolati»), essa è attratta dalla vigoria dei calciatori che vede sulle riviste illustrate, dalla «appassionata vivezza del corpo e del viso» di un fattorino del marito, dalla prestanza del garzone di macelleria («un bel ragazzo, sano, pieno di sangue») a cui dà confidenza in occasione di un fortuito incontro al Parco.

 

<Abbozzo del finale>

Durante un incontro clandestino, Elsa e il suo giovane amante Carletto (poi Bruno), sorpresi da un violento temporale, trovano la morte in un casotto di un cantiere, su cui si abbatte un conduttore elettrico colpito da un fulmine.

 

 

II.

 

Capitolo primo. La crisi domestica

I problemi dei Cavigioli dopo il forzato trasloco in via Spiga: il fallimento della Confidenza, ditta specializzata nella lucidatura di parquets, e la gravidanza di una domestica.

(Da questo tratto si sviluppa il racconto Quando il Girolamo ha smesso... dell'Adalgisa.)

 

Capitolo secondo. Pane al disoccupato

Elsa affida la lucidatura del parquet di casa a Bruno, ex garzone rimasto disoccupato dopo la chiusura della macelleria per cui lavorava.

La cognata Adalgisa e la signora Vigoni hanno un'opinione negativa del giovane e raccontano a Elsa episodi che lo mettono in cattiva luce.

 

Capitolo terzo.  Un'orchestra di 120 professori [parte prima]
I Cavigioli, lettori fedeli del Guerin Meschino, sono soci del Circolo Filologico Milanese e frequentatori del Conservatorio, come tutte le altre distinte famiglie milanesi a cui sono legati da ingarbugliati rapporti di parentela.

A uno dei concerti al Conservatorio, per l'indisponibilità del marito Gian Maria, Elsa è accompagnata dal nipote Valerio.

(Da questo tratto si sviluppano i racconti I ritagli di tempo e Un «concerto» di centoventi professori dell'Adalgisa.)

Capitolo terzo.  Un'orchestra di 120 professori [parte ultima]
Al parco Sempione, nel tardo pomeriggio, Elsa incontra prima Adalgisa (che la invita a godersi la giovinezza e le racconta delle passioni del defunto marito, soprattutto quella per i coleotteri), poi Bruno, il giovane ex garzone di macelleria.

Ormai al calar della sera, Bruno cavallerescamente si offre di accompagnare Elsa, per evitarle brutti incontri.

(Dalla parte centrale di questo tratto si sviluppano il racconto Al Parco, in una sera di maggio e il racconto omonimo dell'Adalgisa.)

 

Capitolo quarto.  Nuove battute sul Politecnico vecchio

Tutti i maschi Cavigioli sono destinati a studiare al Politecnico (università per ingegneri), che «il crescer polli alla patria era opera muliebre, o di nigritante neutro: le leve maschili de' Cavigioli devono accudire alle macchine elettriche, solo compito che sia degno della maschità cavigiola.»

Un nuovo Politecnico viene costruito nel quartiere Lambrate, con disappunto delle famiglie milanesi: disappunto fuori luogo, come sottolinea il narratore, considerato che intere generazioni di giovani milanesi hanno perso la vista nelle buie e inadeguate aule del vecchio edificio.

 

 

III.

 

Capitolo primo. Vita difficile nei prati di San Colombano

Amilcare Tosi, «capo-centrale» della ditta di Gian Maria Cavigioli, non intende assumere il giovane Visconti, ex compagno di scuola elementare da cui ha subìto continue vessazioni.

Tosi ha inoltre un altro problema da risolvere: il cantiere per la costruzione di una nuova cabina elettrica è rifugio notturno della Marianna, nana semi-demente e, secondo l'opinione comune, di facili costumi.

In merito alla nuova cabina elettrica, Amilcare Tosi ha divergenze di vedute con il neo ingegnere Valerio Cavigioli, nipote di Gian Maria e responsabile del progetto.