Saggi Giornali Favole II

INDICE

IL PRIMO LIBRO DELLE FAVOLE
L'agnello di Persia
Il lupo, accompagnatosi
Il leone saziato
Un botanista apprese
I rettangolari architetti
Una belva sinistra
I letteratori ingaggiati
Un navicellaio aveva
La madre
I pubblicani volevano
Un apparitore doveva
Un convittore trovava
Un moralista volle
La cornacchia
La cornacchia
Persefone regina
Durava il passo
Aristippo cinico
Quando i Salinatori
Il dinosauro
Le due tortorelle
Il cavallo, mandato nel Carso
Apollo incontrò un personaggio
Il sedano, buttato in pentola
Il ciriegio, venuto dopo gran fuga
L'autore non può
La scimmia
Il vecchio asino
Lo scarafaggio dileggiava
La cimice
L'autore non ha limosine
L'autore, se glie ne venisse
L'asino del monisterio
La città elettrica
Il beccafico vide
Il generale Salasco
I buoi dissero
Un meccanico autarchico
Il passero solitario
Egnazio ha denti
Le parole sacre
In breve
François Villon poeta francesco
La mosca invitò a cena l'autore
Il municipio de' Genovesi
Un conte, alla battaglia
Il cervo, assetato
Il polo Sud
Il collettore decumano
Il topo, penetrato nel credenzone
Il corno inglese
Il poeta Allighieri
Il maresciallo de' gendarmi
A Enrico di Lucimburgo
Bertrando Gozio, guasco
Un cacciatore avea cieca fiducia
Enrico di Lucimburgo della Magna
La donna di cuore
Ad anno di salute nostra
Il sole del Sudamerica
Il dinosauro
Il gufo dimorava le rovine
La penna disse
La farfalla incontrò
Il brontosauro opinava
Il generale Bonaparte
Lucia Mondella, venendo dalla filanda
Il pomo, cadendo
La pùzzola era per venire raggiunta
Gli stoici erano impassibili
Il poeta Allighieri sostenne
L'aquila volò
Sulla sedia
Crisòbulo stoico
Quando l'aquila
Raphäel Sanzio
La capra non disdegna
Alessandro pontefice
Un maniaco voleva
Un vecchio pappagallo
Un generale del Venezuela
Il Tiepolo frescava
Il verme solitario
Un genovese incontrò
Monroe disse
Il Filarete era tanto amico
Giuseppe Verdi compose
Un nano gobbo
Il porcello, venuto nel morir la state
Muzio Scevola ebbe
Nabuccodonosor, seguitato dal codazzo
Uno scolaro vide
Quando il collo di Cabidona
Un poeta fece n'oda
La Gilda, mentre pregava Iddio
Il pregare Iddio è operazione
Il canarino, volendo fare
Il poeta Carducci
Gli ufficiali del generale
Un tale disse
Il nibbio
La chioccia, non anco ebbe scorto
Gli amanti
Un vaso da notte
Il Mississipì
Raphäel Sanzio
Il pontecorvo
Per il Poliziano morto
Ille Raphael
Morire per la patria
Non anco Provolone si ritrovò allo speco
Volendo l'aquila schernire
La rete, che voleva pigliare i pesci
Il sole pivotò vertiginosamente
Un gentiluomo lombardo
Uno di Bibbiena
Lamenta circa 'l poeta Petrarca
Una balia reggeva il pupo
La madre del corvo
Il padre del corvo
Il fratello del corvo
La sorella del corvo
Queste favolette ne adducano
La cheli, estromesso il capo
La luna, sopr' a le stelle reina
Una gentildonna lombarda
L'italiani
L'italiani sono
Il ciuco, ritrovatosi a Pocolume
Addormentatosi l'asino
Trovando la scimia uno nido
Le madri della universa Italia
Il ragno, stando in fra l'uve
Mascella d'asino Maltone
Le caramelle sono amiche
Supplici, ascolta, o Sole
Veduta e non anco annasata la Megera
Non anco vedute le stalagmiti tartaresche
«Ma signor colonnello!»
La viola mammola
Un tale, denominato la Fava
Un romanziere appresentò
Un broccolo andava enarrando
Dal ponte flaminio novo
Un sarto, a nome Baffèo
Il viale Giulio Cesare
Dallo Sparlàtico, in dove risideva
Un tale
Il coniglio, venuta la guerra
Il conigliolo, impennacchiatosi
Il conigliolo traeva sciabola
Una carogna di cane
Un critico
L'autore vide
Giuseppe Scaligero tolse a memorare
Una signora di Gallarate
Un poeta lasciò in carta
Un tedesco, bramoso di volgere
Il lupo si fece innanzi
Un francesista
L'autore incontrò il Padreterno
L'autore incontrò a Milano
Don Liberio Liberoni della Libertà
Scendendo il crepuscolo, la zanzara
La sanguisuga
La madre avea veduto
La madre non volea
Il padron di casa
Adamo Smith
Un cerusico da denti
Uno spagnolo di capelli nerissimi
Andava, la paziente carovana
La pecora si attardò a brucare
Un fiorentino voleva
Il prosatore si credeva
Il bruno pontecorvo
Il giglio si pose sopra la ripa
Correndo quello e subitamente sostando
Andava l'autore per certi campi
Il passero, venuta la sera, appiccò lite
Stando il topo assediato
Piovute le bombe, un moralista
Una collana di perle non sofferiva
Il topo delle chiaviche
Pier Luigi, non per altro Farnese
Zorzi pittor veneto, fece San Liberale

I LUIGI DI FRANCIA
Luigi XIII
Luigi XIV
Luigi XV

EROS E PRIAPO (DA FURORE A CENERE)

IL GUERRIERO, L'AMAZZONE, LO SPIRITO DELLA POESIA NEL VERSO IMMORTALE DEL FOSCOLO

GIORNALE DI GUERRA E DI PRIGIONIA

SCHEDE AUTOBIOGRAFICHE

POESIE
[Poi che sfuggendo ai tiepidi tramonti]
[O mio buon genio, divino ed umano, aero Ariel]
[O impreveduto folletto delle biade, aero Ariel]
[Piani di sole e liste]
Gli amici taciturni (ovvero «ritorno»)
Autunno [1931]

Autunno [1963]
Nel '52 non ho visto... Imitazione da Villon