Saggi Giornali Favole I

INCIPIT

Le Meraviglie d'Italia

Gli anni

Verso la Certosa

I viaggi la morte

 

 

SCRITTI DISPERSI

 

Un libro di poesia: «Il Re Pensieroso» di Ugo Betti

Lo sforzo ricercatore di alcune recenti e significative manifestazioni letterarie sembra rivolto ad isolare i fatti dello spirito mediante l'analisi logico-etica, offrendoli nella loro espressione immediata, (e quasi plasticamente concretati e definiti), all'esame razionalistico dello studioso anzi che alla intuizione dell'uomo qualunque.

 

Apologia manzoniana

Con un disegno segreto e non appariscente egli disegnò li avvenimenti inavvertiti: tragiche e livide forme d'una società che il caso trascina per un corso di miserie senza nome, se può chiamarsi caso lo spostamento risultante della indigenza, della bassezza, della cieca ignoranza, della ignavia politica d'una razza, dell'avidità e dell'orgoglio d'un'altra.

 

Ugo Betti, «Caino e altre novelle»

In questa raccolta di prose narrative, tredici novelle, cinque favole, Betti si rivela veramente un valido e ben vivo artefice dell'arte del raccontare.

 

Luigi Tonelli, «Manzoni»

Questo volume d'analisi della personalità del pensiero e dell'opera manzoniana, per la mole e la complessità dei motivi che lo informano, esorbita dal comune formato degli studî a indirizzo strettamente esegetico, e attinge più propriamente quello d'un lavoro a sfondo ampiamente storico, nel senso lato della parola: dove un abbondantissimo materiale documentario e informativo (non potrebbe accader altrimenti per un manzoni) è messo a disposizione del lettore con una simpatica facilità.

 

La «Scienza Nuova»

Nella collezione "Scrittori d'Italia", Laterza ripresenta agli studiosi ed al pubblico la gloriosa opera vichiana, che già così nobilmente figurò in tre volumi, usciti rispettivamente negli anni 1911, 1913, 1916, nell'altra raccolta dello stesso editore: "Classici della folosofia moderna".

 

Un narratore: Bonaventura Tecchi

Di Bonaventura Tecchi, lo scrittore che il pubblico italiano ha conosciuto per Il nome sulla sabbia (Treves 1924) e di poi seguito attraverso due libri di critica: Wackenroder  e Il dramma del Foscolo (ed. Solaria 1927), è uscita in questi giorni la seconda edizione del suo ultimo volume di novelle: Il vento tra le case, che fa parte della collezione "Scrittori contemporanei" degli editori torinesi Fratelli Buratti. La quale raccolta, come è noto, accoglie i lavori di alcuni «giovani», che già per altro han maturato la loro fisionomia di scrittori.

 

Cronaca del passato prossimo

L'uomo del 1930 rivive nella memoria il 1900 e, mentre rievoca, giudica.

 

Paola Masino, «Monte Ignoso»

Due volumi di Paola Masino: Decadenza della Morte e Monte Ignoso. Sul primo desidero serbare un cavalleresco silenzio. Postilla al silenzio: Paola Masino è giovanissima.

 

Marcel Arland, «Essais critiques»

Romanziere e novelliere della generazione ultima, Marcel Arland ha raggiunto con L'Ordre il Premio Goncourt 1929.

 

Pierre Abraham, «Créatures chez Balzac»

Duemila e sessanta personaggi, secondo  computi statistici di Cerfberr e Christophe: (Répertoire de la Comédie Humaine, riedizione 1925, Calmann-Lévy). Il repertorio balzacchiano, diceva Téophile Gautier, «fa concorrenza allo stato civile».

 

Riccardo Bacchelli, «La congiura di Don Giulio D'Este»

In questo suo studio, che si legge con avidità, Riccardo Bacchelli accumula vasti materiali informativi ai fini d'un documentato rapporto circa le condizioni dello Stato Estense in sul trapasso dal quattordicesimo al quindicesimo secolo.

 

Tre storie d'amore

Una definizione dell'arte di Bonaventura Tecchi sarebbe cosa altrettanto superflua che disagevole.

 

Giani Stuparich, «Guerra del '15»

Dopo lo studio che, nella "Nuova Antologia" del 16 Novembre 1931, Bonaventura Tecchi ha dedicato al libro dello Stuparich, il compito del recensore divien grave, il recensore sente di dover sottoscrivere la quasi totalità de' giudizi che, in una sintesi piena di efficacia e di misura, il critico ha portato sulla bellissima opera dell'eroico triestino.

 

Gadda contro Gadda

Dalla chiarità ligure di Mozzo Piero Gadda s'era dipartito verso gli oceani, ad esercitare sulla tolda o in scialuppa, o in amaca, il suo pacato e pur vivido obbiettivismo, venato d'umore e talvolta fuggente come dietro a un'accorata fantasia.

 

Silvio Benco, «"Il Piccolo" di Trieste»

Il «cronista» degli Ultimi giorni della dominazione austriaca a Trieste; il romanziere di La fiamma fredda e Il Castello dei desideri; il giornalista del "Piccolo" ha oggi così universale riconoscimento di ammirazione per l'opera dedicata in lunghi e difficili anni alle lettere e alla patria italiana, che parlare degnamente di questo suo libro non si potrebbe, se non riconnettendolo fibra per fibra a tutto il contesto della gloriosa fatica.

 

Il Faust tradotto da Manacorda

Trentacinque pagine di nitida esegesi introduttiva dedica Guido Manacorda al lettore, perch'egli possa orientarsi nel labirinto del Faust: e gli presenta, in un simpaticissimo volume, la sua traduzione.

 

Poesia di Montale

Nato a Gènova nel 1896 da genitori liguri (il padre di Monterosso delle Cinque Terre, di Nervi la madre), Eugenio Montale vive attualmente a Firenze: conosciuto, oltre che come critico, per un volume di versi: Ossi di seppia, e per alcune liriche raccolte oggi in fascicolo, editore il Valecchi, a cura di quel collegio d'artisti che deferì al Montale medesimo il Premio dell'Antico Fattore 1931.

 

L'ultimo libro di Gianna Manzini

Le sue virtù, sono tecnica e «motivo» ad un tempo.


La mostra d'arte sacra. Consensi e dissensi

S.E. il Conte De Vecchi di Val Cismon, in occasione del vernissage della mostra d'arte sacra alla galleria di Valle Giulia, ha voluto ricordarci, con animo signorilmente aperto e conscio de' tempi, che non tanto gli riuscirebbe grata la lode globale di tutte le opere ivi raccolte, quanto anche accetto il sereno giudizio di chi si fosse accostato ad esse con desiderio di sincera comprensione.

 

... tàciti anni fuggono, catalogati dagli almanacchi...

Ognuno di noi, maschi o femmine dal pensiero fluente come l'inchiostro, ha il suo timbro particolare all'ufficio spedizioni della Nomèa.

 

Riccardo Bacchelli, «Mal d'Africa»

Dieci anni di Equatoria del capitano (poi maggiore e commendatore) Gaetano Casati, lombardo della Brianza ed ex-ufficiale dei bersaglieri nell'esercito regio, ci hanno valso il nuovo «romanzo storico» del Bacchelli.

 

«La guerra» di Emilio De Bono

La elaborazione della verità storica è, in genere, una cosa complicatissima.

 

Anno XIV, restauri del Duomo

Un accampamento gallico viveva tra i corsi errabondi di due piccoli fiumi, che discendono dalle prealpi a smarrirsi nella pianura. Nel mezzo del luogo munito, un tempio dedicato ai numi della gente e della «landa» insùbrica.

 

Risposta a un'inchiesta tra gli scrittori laureati da Bagutta

Laureato in Milano da Bagutta il 16 aprile 1935, per l'anno 1934 e per Il castello di Udine. Entrando nella sala dipinta di salamini ho visto giudici immobili dopo la battaglia, ho sentito improvvisamente convergere sulla mia persona la curiosità momentanea di un certo pubblico.

 

Postille a una analisi stilistica

Giacomo Devoto, ordinario di linguistica presso la Università di Firenze, ha sottoposto a particolare esame un capitolo del mio libro Il Castello di Udine, nell'intento di penetrare le modalità stilistiche e, direi, sorprendere i fatti germinali di quella prosa.

 

Autografo per Giorgio De Chirico

Da mattutine spiagge il tempo ha residuato l'immobilità della luce, l'angoscia della memoria.

 

Grandezza e biografia

«Non direi che l'immagine del Poeta esca in qualche modo ingrandita dalla testimonianza...»: è la penna di Corrado Alvaro. E chi ha chiesto un «ingrandimento»? E perché la testimonianza dovrebbe «ingrandire», se ell'è inutile per definizione? Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità!

 

«Il Mulino del Po» di Riccardo Bacchelli

Romanzi dove ci girano anime ben disegnate, ma lontane dai nomi de' luoghi, e dagli accadimenti esterni: esuli da ogni condizione storica, da ogni quadro toponomastico: e tuttavia germinate da una indelebile premessa ambientale; semoventi in un clima grigio e apparentemente buono per tutti: in realtà ultra-tipico.

 

Da Ottaviano a Teodosio

Innumerabili tracce! Come se una folla avesse pestato il terreno. Tutti i motivi urgono egualmente al limitare della nostra cognizione, egualmente sùpplici, perché tutto sia registrato.

 

Storia del Risorgimento

Accade qualche volta che un fatto o una serie di fatti non siano accompagnati da nozione adeguata alla loro gravità: si hanno, al riguardo, delle idee quiete, si vive d'un po' archivio, di qualche constatazione cicatrizzante: e uno finisce per accettare quello che la disfortuna o, peggio, l'interessato suggerimeto d'una controparte, hanno permesso arrivare al suo orecchio. Orecchio, poiché l'animo non ci ha davvero che fare.

 

Bonaventura Tecchi, «Idilli moravi»

Germinati in terra nordica negli anni, fra il 1933 e il 1937, che a me mi scapparon via come un frullo di tordi grassi d'avanti a un fucile arrugginito, quando il Nostro, viceversa, insegnava letteratura italiana «nelle due università di Brno (Moravia) e di Bratislava (oggi capitale della Slovacchia)», questi delicati steli dell'idillio tecchiano non ci serbano, del costume straniero, le vistose note che uno scioccolone potrebbe anche aspettarsi dal titolo - corsetti di ragazze a fiorami ripieni d'ogni ben di Dio, pantaloni con lo sbuffo, stivaloni, carri pitturati, collane, orsi, schioppi a tre canne -: e pure del paese così riveduto nella dolce memoria ci danno poeticamente alcune caratteristiche esterno-interne e talora il senso profondo dei piccoli fatti delatori d'uno stato di «civilizzazione»: (come è faticosa e bella questa parola bizantino-gallo-romana!).

 

Immagine di Lombardia

L'aspetto della Lombardia attuale - fra le Alpi Leponzie-Retiche e il Po, fra il Ticino e il Mincio, con il Vogherese e la Lomellina - si triplica nelle tre immagini: del «dolce piano» dantesco, intersecato di fiumi e canali, verdissimo, popolato di pioppi: in quella, serenamente chiara, delle colline e dei laghi: nell'altra più rude e scabra delle profonde valli fra gli spalti rocciosi o ghiacciati delle Alpi.

 

L'istituto di Studi romani

Alla coscienza dei popoli che hanno raggiunto come di quelli che hanno gestito o gestiscono la comune civiltà, Roma appare come una somma di enunciati, come il nodo dei processi di elaborazione, di costruzione e di organamento della civiltà stessa.

 

All'insegna dell'alta cultura

I focolari del sapere (vi si afforna pane per lo spirito) sono di due nature, di due tipi: ove si vogliano escludere le scuole di diversi ordini.

 

Montale, o l'uomo-mùsico

Alvaro e Vargas (Forza del Destino) si abbandonano ai trasporti del duetto, superano virtuosamente ogni barriera del trillo, raggiungendo nell'unisono il la naturale.

 

La cena delle beffe

Amedeo Nazzari e Rosano Brazzi, ne La Cena della Beffe, «poema drammatico in quattro atti di Sem Benelli».
Il Verdi, si sa, come i più de' teatri fiorentini, le son tutte cellette: un'arnia a ferro di cavallo: che mi bisognò penare all'impiedi e allungare il collo anche per quest'altra Cena, con un ovo nello stomaco.

 

Quando le idee costruiscono una civiltà (Per Giuseppe Addison)

«Se si potesse ragionare a numeri con un baronetto di sì antica nobiltà qual è sir Ruggero, egli sarebbe pur costretto ad ammettere che la nostra parsimonia val meglio della sua larghezza. Ma... riflettiamo un momento: son più gli operai, che guadagnano ogni giorno la paga ne' miei opifici, o i contadini che una volta tanto godono della sua ospitalità? [...]»

La disputa si svolge al Club. Tra sir Roger de Coverley, nobile proprietario tory cioè gentleman farmer d'umore politico un po' recalcitrante a certe novità, e sir Andrew Freeport (Andrea Portofranco) capitano marittimo, imprenditore, commerciante: uomo naturalmente e professionalmente incline alle idee, allo spirito dei whigs: tutto proteso verso le audacie «realizzatrici» dei whigs.

 

Il gatto sul palcoscenico

Il «Teatro della Fiaba», diretto da Assunta Mazzoni, ha rappresentato Il Marchese di Carabà, ovvero Il Gatto con gli Stivali di Dante Cicognani.
Dopo la cena degli orrori, un sogno di primavera: i miei orecchi non ci volevano credere.

 

«Lady Cathleen»

«Rosa e Ballo Editori di Milano» presentano venti volumetti (sulle 90-120 pagine) della loro collezione «Teatro moderno». Vi appaiono lavori di Yeats e di Synge tradotti da Carlo Linati, che dedicò all'opera dei due irlandesi un'intelligente simpatia e le più felici fatiche, anticipandone al 1916-1918 la conoscenza in lingua nostra.

 

Catullo-Quasimodo

La squisita elaborazione dei componimenti «alessandrini» non ci dà una immagine intera del poeta. La sua nevrosi è manifesta nei carmi che dirò «italiani».

 

Albori del teatro americano

Il nascente organismo civile («storicizzandosi») importa uomini, attrezzi, idee, costumi, leggi, confessioni dal «precedente» patrio o paterno: come un giovanetto che si sforza a vivere e ancora lo sovviene il papà. Migrazioni finanziate, assistite da una base.

 

Rivelazione e bonae litterae lungo la storia ascendente

Dal quarto e quinto dei Discorsi alla nazione tedesca di Fichte si divincola, dopoché un'etica, perfino un'estetica.

 

Teatro patriottico anno XX

Mi duole proprio darvi dei continui dispiaceri. Ma non ci bisognano i lumi de' maestri a percepire in molte delle «etiche stabilite» un sostrato di falsità derivante dalle preoccupazioni esibitive di chi le professa o dice di professarle.

 

Nord-Sud, ancora

Egregio Signor Direttore
Ho letto sul n. 11 di codesto periodico, a pag. 2, l'articolo di Mario La Cava: «A proposito della questione meridionale». Alcune affermazioni del La Cava possono cordialmente sottoscriversi da ogni creatura sensata: quelle riguardanti la nostra polizia, ad esempio, i cui uomini sono reclutati esclusivamente nel Sud e nell'isola del fuoco.

 

Introduzione a «I Markurell» di H. Bergman

L'opera che questo volume ci presenta per le cure di Ada Terziani appartiene alla maturità artistica di Hjalmar Bergman: il vivido, il fecondo scrittore nordico (nato a Örebro nel 1883) che accanto a Selma Lagerlöf, e con qualche anticipo su Ludvig Nordström e Pär Lagerkvist, contribuì per ingenita forza, impegnato in una fruttifera fatica, a nobilitare le fortune della narrativa svedese nel decorso trentennio.

 

I tre imperi

Aldo sogna e lavora, oggi, a via dei Redentoristi. È una via romana, del vecchio laberinto dell'Arco d'aa Ciambella, non è una via fiorentina.

 

... voilà le Présidente célibataire

Donn'Italia, finalmente, s'è trovato lo sposo che le garba.

 

La Terra dei fiori, dei suoni e dei carmi...

In Piazza D'Azeglio, a Firenze, e in un sito ch'è stato tolto d'abitarvi le genti per allogarvi una politica, dacché troppe abitazioni ci sono, a Firenze, e troppo poca politica, òmini e femine duo per duo coniugati e diresti, dato il bollor del tempo e 'l sudore, appiccicati, ballano in un giardino sur un piastrone di cemento insino all'una emmezzo di notte, e tra nùgoli di zanzare al suono di certo strazio di stromenti: che più grattano, e più te ti senti fiorir parole d'amore e di grattitudine in lode di Dio giusto: e di Giuseppe Mazzini suo papa.

 

Un testimone

I bricioli del notiziario, dalle edicole delle stazioni, i libri pugno-nell'occhio!

 

Scherza coi fanti e lascia stare i... santoni

Ammonimento de' più profittevoli a' buoni fogli: del quale, si direbbe, volle cautelarsi la penna dell'inviato speciale di "Oggi" al Battifreddo de' cocomeri in guazzo e delle mele a solatìo: vulgo Forte dei Marmi.

 

Gadda, come va la vita?

... Peggio di così!... Unico aiuto... la cortesia di alcuni amici... Il programma finanziario della mia tristissima esistenza era molto chiaro, oltreché fondamentalmente sbagliato: vivere nell'ultima parte del mio tempo mortale di alcune economie accantonate nella prima, sgobbando da ingegnere. Ma l'uomo propone... e l'umanità dispone.

 

Franca Corcos

Franca Corcos ci porge iridate notizie del suo lavoro, le migliori che di lei potremmo attendere: una vita che s'impegna a ricerca è motivo di per sé netto e però degno di distinta percezione nel bailamme della polifonia, o policromia, è caso registrabile dell'infinito Paradigma.

 

Palombari sull'Alpe

Quando, con le mie scarpe d'una volta, e dopo una sana faticata e una sudata da par mio, arrivavo al Lago dei Bovi (al lag d'i Bo'), a duemila metri esatti esse emme, i miei polmoni, le mie narici, il mio sguardo si deliziavano dell'àere, degli effluvii delle resine, dei colori severi, o delicati ed intensi, che, sotto gli strapiombi del monte, i pini e il sereno specchio mi offrivano: nel silenzio creato e consacrato da Dio, più alto d'ogni altoparlante degli uomini.

 

Conforti della poesia

Signore, Signori,
Permettete ch'io vi porga il nostro saluto e vi esprima la nostra gratitudine per aver voluto confortare d'un gentile assentimento la gentilezza oblatrice dei fondatori del Premio e la lieta fatica dei giudici, oltreché, s'intende, la poetica virtù del premiato.

 

La Scapigliatura milanese

Il nome collettivo «scapigliatura» è una buona trovata di Cletto Arrighi, e vorrebbe rifare in lingua nostra il francese «bohème»: non tanto una scuola, quanto un comune moto degli animi, una similarità di destini, un corso di affetti e di idee vive, che finiscono per coagularsi in un rinnovato senso della poesia e della «verità».

 

Tirinnanzi

La inquieta ricerca dei possibili o forse degli impossibili strumenti di liberazione (dai muri claustrali del dato, dal cerchio dei paradigmi) può costruire per sé sola motivo di una carriera poetica?

 

I grandi uomini

Proprio in questi anni, che il nostro pianeta festeggia il secondo miliardo di rivoluzioni intorno al perno solare, proprio in questi anni non dovrebbero esistere grandi uomini? Se c'erano ieri, mi sembra di poter rispondere, ci saranno anche oggi.

 

Galileo Ferraris e gli scienziati piemontesi

Il nome di Galileo Ferraris non risuona ancora così alto, forse, accanto a quello dei nostri grandi «fisici» quanto la natura dei suoi studi e l'importanza della sua scoperta gli dovranno meritare nel ricordo degli uomini, dei concittadini in ispecie.

 

«Mestieri»

La sera di martedì 1° maggio nella rubrica "Scrittori al microfono", avrà inizio la nuova serie «Arti e Mestieri». Come i lettori del "Radiocorriere" ben sanno, il ritmo settimanale di questa rtubrica li chiama all'ascolto ogni martedì, ore 22 circa.

 

Lo rividi direttore alla Fiera

Ricordo d'aver conosciuto Angioletti in una strada di Milano, molti anni fa, nell'autunno del '27: camminavo a lato di mio cugino, si parlava: ci imbattemmo in una persona con soprabito.

 

Cristoforo Colombo

Nel quinto centenario della nascita di Colombo (egli vide la luce a Genova tra l'agosto e l'ottobre del 1451) e nella ricorrenza del giorno di approdo (12 ottobre 1492) sarà radiodiffusa dal Terzo Programma una serata colombiana, a testimoniare della vita e dell'animo di lui, dei momenti di pensiero e delle premesse ambientali da cui la sua gesta ebbe inizio, e degli eventi del mondo, del «suo» mondo: quelli da cui si districò, per un impulso eroico, e quelli in cui nel decadere di fortuna pervenne da ultimo ad avvilupparsi l'itinerario ardimentoso della certezza.

 

Toscanelli e Colombo

Paolo di Domenico Del Pozzo Toscanelli, fiorentino, insigne figura di dotto umanista, visse fra il 1397 e il 1482.

 

L'alpinismo

Se i monti, se le loro vette perdute nelle nubi e i loro neri strapiombi hanno ferito l'immaginazione degli antichi, se la fantasia e la religiosità del popolo hanno potuto fare dell'inaccessibile Olimpo la dimora degli dèi, non ci è dato creder oggi che un vero e proprio alpinismo accendesse anticamente gli uomini.

 

Gioia della chiarità marina

Avevo molte volte fantasticato di poter un giorno attraversare le mattutine regioni che discendono al mare jonico, e nel mio sogno e nell'antica realtà univano con le lor prore il paese e il linguaggio e il pensiero della Grecia agli aspetti, alle genti, al sentire antico dell'Italia.

 

Dicembre

«Non permettere che la lacera mano dell'inverno inaridisca in te la tua estate prima di esserti sublimato in un frutto.» L'ammonimento dello Shakespeare è rivolto a chi ancora si allieta delle vergini ore dell'adolescenza: oggi sembra pervadere, come un giudizio di salvazione o di condanna, la buia campagna.

 

Parliamo della «mamma»: per tante canzoni che volano forse qualche pensierino che resta

Questa domanda sovverte un magazzino di idee, forse un cimitero di affermazioni-cadavere, circa i rapporti tra uomo e donna. Dovrei rispondere con un volume in quarto di 516 pagine. In difetto del volume, ecco gli epigrammi essenziali.

 

I numeri e le lettere che preferiscono: quasi una cabala

Il mio numero è il 14: nato non dirò in che anno a Milano il 14 novembre: laureato ibidem non dirò di che alloro il 14 luglio.

 

Fu vera gloria? Questa è l'«ardua sentenza»  dei posteri

In qualità di posteri, cioè di gente venuta al mondo un secolo dopo il Manzoni, possiamo rispondere quanto segue: Napoleone ebbe delle notevoli attitudini tecniche, grande capacità di lavoro nell'età giovane, rapidità e lucidità nell'elaborazione cerebrale dei dati di fatto esterni, superba prontezza alla sintesi, spirito critico e inventivo, colpo d'occhio tattico e talora politico.

 

I quattro Luigi

Luigi XIII, figlio di Enrico IV e di Maria de' Medici è il primo dei quattro Luigi che dalla morte del Navarrino alla Rivoluzione si succedettero per centottant'anni sul trono di Francia (coi soli intervalli delle due Reggenze). I suddetti Luigi daranno il nome a quattro trasmissioni del Terzo Programma nel corso del 1952.

 

Le «stravaganze» di Pasquali

Il nome di Giorgio Pasquali non è forse dei più familiari alle orecchie dei tifosi di calcio: è nome insigne nell'ambito della cultura italiana ed europea.

 

Salvacondotto per l'eternità o soltanto un busto in marmo al Giardino comunale?

Non so d'io debba chiamarmi artista: ne dubito.

 

I libellisti battono gli adulatori

Penso che l'artista abbia avuto dal destino altro incarico di quello della propaganda.

 

Giorgio Pasquali

Un «incidente» su una strada del Veneto è costato la vita a Giorgio Pasquali. Trasportato all'ospedale di Belluno, egli si è spento poco dopo, mentre alla sua fine assistevano angosciati la moglie, il professor Borghi, Magnifico Rettore dell'Università di Firenze, gli allievi che hanno potuto raggiungere, e salutare con un ultimo saluto, il Maestro diletto.

 

Ritratto di Santayana

Il destino di Jorge Santayana sembra segnato dalla migrante avventura del nonno materno, un «libero pensatore» che lasciò le Baleari e la Catalogna per trasferirsi con la moglie in Iscozia, dove gli nacque una bimba, la madre del filosofo.

 

Al Teatro della Floridiana: Le corna di Don Friolera

Il tenente dei carabineros Pasquale Astete, detto Don Friolera, è becco, e lo sa.

 

La vivandiera e la locandiera

Sbarcati sul marciapiede, sotto il grigio ed eccelso strapiombo di Sant'Andrea della Valle, imboccata a destra via de' Chiavàri, e poco dopo Grotta Pinta, si approda con facilità felice alla piazzetta de' Satiri che ha dato nome al teatrino.

 

L'angelo assicuratore

Il Quirino ha dischiuso i tendaggi di velluto verde erba-nobile, in apertura della stagione 52-53, con una prima assoluta: L'attesa dell'Angelo dell'onorevole Guglielmo Giannini. teatro pieno, se tuttavia non gremito, pubblico serio e ben messo a elevato tenore di onorevoli, fra cui il Presidente della Camera  Giovanni Gronchi e il Ministro per il Bilancio e il Tesoro Giuseppe Pella.

 

Del Bo in dodici racconti

Della sua disposizione al racconto Dino Del Bo ci aveva dato prove precoci e felicissime sin dal '37-'38 in "Frontespizio", in "Prospettive", e in "Corrente", il foglio milanese così ricco di promesse e di speranze, di cui Del Bo fu tra i redattori.

 

«Dalla Terra alla Luna»

Un tema avvincente, caratterizzatore dell'epoca, degli anni che attraversiamo: la «navigazione» interplanetaria o addirittura intersiderale.

 

Il Savonarola di Roberto Ridolfi

Angelo Belardetti, editore in Roma, ha offerto quest'anno agli studiosi di cose rinascimentali e italiane, e al pubblico dei leggitori di storia, il prezioso frutto di una lunga fatica: la Vita di Girolamo Savonarola di Roberto Ridolfi.

 

Le tre sorelle

Una meticolosa, appassionata fatica, una lettura straordinariamente penetrante, cioè straordinariamente esatta, del testo, hanno otetnuto a Luchino Visconti e alla sua Stabile di presentare Tre Sorelle in edizione chiarificatrice, vale a dire assai prossima a quello che possiamo credere il significato vero dell'opera e lo spirito, o gli spiriti, che il suo geniale creatore aveva inteso implicarvi, perché la scena li liberasse.

 

Il difetto e la stravaganza che amiamo

Irrefrenabili bizze, ricorrenti manìe, stravaganze d'ogni disegno e maniera son solite accompagnare e seguire come saltabeccanti scugnizzi o prospere vivandiere la poderosa legione delle idee: che procede, a passo cadenzato, sull'asfaltato stradone della psiche.

 

Il simbolismo

I poeti di lingua francese che si ascrivono al simbolismo operarono tra il 1870 e il 1905: le date sono da sfumare un tantino, beninteso.

 

Ritratto di Roma barocca in ventiquattro sonetti del Belli

Ventiquattro sonetti di Giuseppe Gioacchino Belli verranno recitati al microfono del Terzo da Francesco Possenti, dicitore di rara qualità - con breve introduzione e col commento indispensabile - a «festeggiare» la edizione completa della grande opera I Sonetti edita da Mondadori e sapientemente curata da Giorgio Vigolo. Attesa da anni, è già esaurita nella prima tiratura.

 

Lettera a Leonardo Sinisgalli

Caro Sinisgalli, ho vissuto tra gli uomini e tra le macchine: tra i fabbricatori e i conduttori di macchine. Ho calcolato e disegnato macchine: ho collaudato e messo in marcia delle macchine. Ho visitato circa duemila tra cantieri, impianti, stabilimenti, stazioni, officine: in Italia, nel Sud-America, nelle regioni più industri d'Europa. È «statisticamente» probabile che della civiltà meccanica cioè macchinatrice abbia avuto a pensare «qualche cosa». Ecco delle idee e dei giudizi, delle opinioni, dunque, tra le molte suscitate in me dall'epoca delle macchine e dalla patita esperienza. Mi permetti di cominciare dall'infanzia?

 

La lirica spagnola del '400

Sabato 9 maggio (ore 21) ha inizio il ciclo di conversazioni sulla poesia spagnola del Quattrocento affidato ad Angel Alvarez de Miranda, l'illustre, infaticabile studioso che con tanto valore dirige, a Roma, l'istituto di Studi Spagnoli.

 

Milano

Il Manzoni, a' suoi giovani anni, vide ancora la città tutta chiusa e direi stretta nel cerchio dei bastioni e della fossa: un cespo di persistenti memorie, speranze.

 

Il buon àugure celebra l'augurio col buon whisky

Viaggiatore e osservatore imperterrito, quello che non conosce fatica e non si concede riposo: pregiatore e cercatore, d'altronde, degli agi legittimi e dei conforti indispensabili a riparare la fatica: buongustaio all'assaggio delle buone immagini senza premeditati schiocchi di lingua, nel praticare ogni attenta ricerca, investigazione, esplorazione, analisi.

 

«Inchiesta sulla terza pagina»

«Che cosa è la terza pagina?» A questa domanda Enrico Falqui risponde con chiari documenti, precise constatazioni di fatti. Egli è giudice sereno, àugure ottimista.

 

Norme per la redazione di un testo radiofonico

Inderogabili norme e cautele devono osservarsi da chi parla al microfono o predispone, scrivendolo, un testo per la Radio. La mancata osservanza di dette norme e cautele può rendere «intrasmissibile» uno scritto anche se per altri aspetti eccellente. La Direzione del Programma si viene a trovare, in tal caso, nella ingrata condizione di non poterlo mandare in onda.

 

La Mandragola filtro di giovinezza

La Mandragola ha tenuto il cartellone per tutto lo scorso dicembre al Teatro delle Arti nell'allestimento della compagnia degli Spettatori Italiani. Lo tiene tuttora: con un successo che non era nemmeno, fra le previsioni varie, la più sicura o probabile.

 

Nuove trasmissioni del '54. «La Rassegna»

Il favore con cui il pubblico accoglieva le conversazioni culturali periodiche del Terzo Programma ha indotto la direzione a dedicare ad esse un più ampio spazio radiofonico e a conferir loro una più complessa (o completa) sistematicità.

 

Orazio

Dalla sicura gentilezza di Ugo Enrico Paoli - insigne maestro e fervido scrittore e saggista nel campo della filologia classica - gli ascoltatori del Terzo verranno amabilmente guidati a penetrare l'opera e il carattere del poeta di Roma: uno dei maggiori d'ogni tempo: il meno romantico e il più italico dei nostri.

 

Storia di Milano

Una Storia di Milano dalle immancabili «origini» al 1914 è in corso di stampa a cura della «Fondazione Giovanni Treccani degli Alfieri».

 

«La Rassegna»

"La Rassegna", che dall'inizio di quest'anno sostituisce, ampliandolo, il perento Osservatore delle Lettere e delle Arti, ha già dato in quattro mesi di vita i suoi frutti.

 

Una speranza frustrata

Non conosco se non per occasionali sguardate la pittura di Salvador Dalì.

 

Viaggi in Italia

I viaggi! I viaggi del Petrarca, di Enea Silvio, di Erasmo, di Guillaume Budé, di Rabelais, di Montaigne, o quelli di Goethe, di Gluck, di Châteaubriand, di Hawthorne, di Burckhardt, di Ruskin, di Stevenson! Aprono agli uomini il tramite verso gli intercambi di idee, verso le conoscenze personali: schiudono il comune cantiere della cultura moderna.

 

Parlano del loro primo scritto alcuni fra i più noti autori di oggi

Molti i conati, dai tredici in poi. Endecasillabi e prosa. Ottave e infinite. Copiose terze rime. Ebbi rima facilissima, di tipo «estemporaneo». 

 

Come i nomi i titoli dei libri: dipende da chi li porta

Novelle dal ducato in fiamme significa «notizie dal ducato in fiamme»: è quasi impossibile inserire questa certezza lessicale nel cervello di chi si ostina a leggere «novelle del ducato».

 

La novellistica del '400

Il trecento toscano aveva dato all'Italia (e al mondo) il Boccaccio: indi, a una cerchia di fedeli, il Sacchetti. Il quattrocento, si direbbe, non arriva a reggere il paragone dei due.

 

Tutti ridiamo e tutti, forse, facciamo ridere

Per rispondere in misura esauriente al quesito, ci vorrebbero tre volumi di mille pagine. Non potendo elaborarne il testo in due giorni, mi farò a considerare due «casi» della infinita casistica del ridere.

 

«Diavole» dicono i nonni

Il tipo fisico, il carattere, la biografia della ragazza milanese, o nata o portata bimba a Milano da immigrati recenti, sono oggi così definiti da poterla davvero e sempre distinguere, cioè designare come tale: «milanese»?

 

Quartieri suburbani

La città si dilata: la città si estende.

 

Perché cinema radio e scrittori ci parlan in romanesco? 

L'uso del romanesco rientra nel desiderio, nella necessità quasi fisiologica di ricorrere, per il dialogo nel romanzo, per il parlato nel cinema, all'uso del dialetto in genere. Il dialetto, molto più felicemente della cosiddetta lingua, si avvicina alle urgenze espressive dei personaggi.

 

Può uno scrittore vivere della sua penna?

«Scrittore» è nome a significato multiplo.

 

Niccolò Ugo e «l'aurea beltade»

Genio, ardimentoso e precoce, alla fluente musicalità del settenario che i tardi arcadi gli suggerivano: un precoce dardeggiar degli occhi verso le «celesti» inspiratrici di ogni maniera di poesia, che pur camminano le vie della terra, massime le fondamenta, le calli.

 

Vocabolarietto dell'Italiano: Furberia

Verisimilmente da un francese gergale «maschile» fourbe ladro e «femminile» fourbe l'insieme dei ladri, la ladreria o marioleria d'un paese o d'una contrada di esso, come oggi diremmo in altra accezione la teppa, la malavita. Anche, in limiti più stretti, associazioni per delinquere.

 

Il latino nel sangue

In apparenza, vale a dire per quanto può percepirne la facilità bamberottolesca della prima età e magari d'un'adolescenza sgambettante e garrula, e aliena da ogni applicazione logica e da ogni approfondibile nozione, in apparenza la nostra anima, la nostra parlata, il costume, la tecnica, l'economia, lo zucchero, le palle del tennis e la macchina da cucire si sono allontanate dalle disponibilità e dalle sorgenti espressive della lingua latina.

 

La battaglia dei topi e delle rane

Da qualche tempo, negli umori dell'opinione e nei giudizi della critica più sostenuta, va delineandosi la reazione ai dialetti. Essa adduce, fra i motivi di accoramento, il pericolo d'un disintegrarsi della lingua, d'un deprimersi della coltura: a opera appunto dei reobarbari dialetti.

 

Manzoni diviso in tre dal bisturi di Moravia

Un Einaudi, collana «I Millenni», n. 48: con disegni di Guttuso, con introduzione di Moravia. Il testo del romanzo si fonda sull'edizione mondadoriana 1958, di Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti. Il saggio introduttivo, «Alessandro Manzoni e l'ipotesi di un realismo cattolico», è movente precipuo dell'interesse che il volume ha suscitato nel pubblico: e suscita in noi.

 

Date una carabina a un ragazzo...

Se per «ritorno fascista» si intende una repentina eversione delle leggi di vita associata che assistono e confortano lo sviluppo umano e lo stato democratico definito costituzionalmente, tanto più quando una siffatta eversione venga operata con violenza sopraffattrice da un gruppo di cittadini per sottrarsi alla disciplina pubblica liberamente accettata dalla nazione, è certo che gli avvenimenti di Algeri e di Parigi inducono ad amaramente riflettere.

 

Il cetriolo del Crivelli

Il nome del «veneto», 1435-1499?, sembra ancora poco vulgato, in Venezia, verso la metà del Settecento.

 

Immagine di Luigi Russo

Quando lessi che il nobile e generoso uomo si era spento a Marina di Pietrasanta, donde mi aveva nell'aprile inviato un estratto di "Belfagor" quasi un saluto alla voce «a G. combattente e coetaneo il suo Luigi Russo», lo sgomento e l'angoscia mi tennero come chi sappia la morte impreveduta d'un fratello e senta che gli anni sono a un tratto vaniti né gli avvevan dato di poterlo rivedere, abbracciare.

 

Processo alla lingua italiana (4 domande)

Posso ammettere che l'italiano corrente, parlato o stampato o letto da una maggioranza di cittadini italiani, si sia andato accostando, nei decorsi trenta a quarant'anni, a un presunto tipo unico di «lingua media»; cioè mediatamente praticata per gli usi pratici della espressione.

 

Nata col secolo

L'automobile, nata col secolo, si inserì nello strumentale meccanico della nostra vita durante il primo decennio di esso.

 

Giuseppe Berto, «Il male oscuro»

Finito di stampare da Rizzoli in Milano il 12 marzo 1964 Il male oscuro è stato accolto con favore dal pubblico: da quella parte del pubblico che, dopo aver letto di buona lena il romanzo, ha ritenuto opportuno non disconoscerne i titoli di merito.

 

Il dolce riaversi della luce (Il tempo e le opere)

Un'idea non in tutti è viva al momento del disegnare l'opere e deliberarne la esecuzione: l'opere saranno perfette in un domani a noi forse ancora invisibile, e protratto e strascicato nel futuro mentre che il disegno è dell'oggi e la conseguente deliberazione di mettervi mano si fonda sui dati, sulle reali circostanze dell'oggi.

 

L'ultima rimeditazione

Il distacco dalla luce di conoscenza può indicarsi nei registri di stato civile, o regale, o nelle cartelle cliniche, con l'anno, il giorno, ora e minuto.

 

Incantagione e paura

Ardua la dichiarazione circa il rapporto tra letteratura e libro giallo.

 

Poesia 1931-1932

Se il fine del leggere è conoscenza e partecipazione dell'opera, il mezzo per avvicinare questo fine è intenta lettura.

 

Divagazioni e garbuglio

Questo lavoro mi è imposto, come sono stati la maggior parte de' miei scritti, con suggerimento o preghiera o ingiunzione obligante, da chi ritiene o ritenesse aver facoltà d'imporre: questo che qui, amo credere, da uno spirito amico, non già nell'intento sùbdolo di nuocermi, come più d'un caso è avvenuto, ad majorem humani generis laudem.

 

Umanità degli umili

Gli umili, o coloro che tali si ritengono per un modesto riserbo, hanno da molti anni fermato l'attenzione di chi, e parlo di me, vorrebbe essere del loro novero se difficoltà esterne non gli avessero imposto un contegno forzatamente più cauto avverso le tristi esigenze della sua condizione umana: non è escluso che tale desiderio di riserbo abbia origine in una ammirazione lontana, quasi un insegnamento atavico, trasmesso da quello che potremmo chiamare un comando genetico.