Romanzi e Racconti II

INCIPIT

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi.

 

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (redazione di "Letteratura", 1946-47)

Tutti oramai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingràvola comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionarî della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi.

 

La meccanica

Ma per piani aridi e illuni o nell'aggrovigliata paura delle giungle immense udrà forse taluno di là da ogni voce de' viventi come segui il torbido fiume delle generazioni a devolversi e penserà che sciabordi contro sue prode le rame e li steli dalle selve divelti; e verdastre, con i quattro piffari all'aria, le carogne pallonate de' più fetidi e malvagi animali, quali furono in vita e saran pecore, jene, sanguinolenti sciacalli, saltabeccanti scimie, asini con cine de' lioni e gran baffi: e il branco lurido e tronfio arriverà nelli approdi lutulenti a travolgersi, dove è soltanto la vanità buia della morte.

 

 

ACCOPPIAMENTI GIUDIZIOSI

 

Cugino barbiere
Il giorno di lunedì 5 ottobre 1915 un tempestar di colpi sull'uscio fece levar il capo e rivolgerlo alla stupenda Zoraide ch'era seduta sur una scranna impagliata e agucchiava.

Papà e mamma
Nel giovinetto Velaschi si palesò un'affezione precoce per le trovate migliori della meccanica e dipoi un cotale studio tutto lo prese.

Le novissime armi
E c'era stato, anche, il processo per il secondo incaglio dell'incrociatore «San Giorgio», specializzatosi in simil genere di esercitazioni nautiche.

Dopo il silenzio
Lepri e funghi e polenta, con gli amici dalle labbra rosse, unte: demolita la pagnotta, qualche granulo masticato, dalle labbra, ridendo e ciarlando lo soffiano via nella tenebra.

San Giorgio in casa Brocchi
Che Jole, la cameriera del conte, uscisse ogni sera per far fare la passeggiata a Fuffi: e che Fuffi, di tanto in tanto, dopo aver meticolosamente inseguito a guinzaglio teso e col muso contro terra non si sa che odore, levasse tutt'a un tratto, contro il più nobile degli Ippocastani, la quarta zampetta, come a dire: «Questo qui, proprio, mi merita la spesa!»; che, intanto, frotte di bersaglieri ritardatari trasvolassero in corsa con piume nel vento di primavera e dicessero a Jole dei madrigali a tutto vapore, già sui vaganti sogni della notte cadendo la brutale saracinesca della ritirata: che i tram vuoti galoppassero verso le tettoie suburbane o semivuoti verso le formicolanti stazioni: e qualche monaca in partenza chinasse il viso sopra le mani congiunte nel grembo, travisti dal finestrino li amanti disparire baciandosi nell'ombre de' cupi giardini; e che Jole, travista la monaca in tram, quella povera monaca le mettesse in tutte le vene un certo desolato sgomento: che tuttociò accadesse, era, si potrebbe quasi arrischiare, nell'ordine quasi naturale delle cose, o almeno delle cose del 1928 p.C.n.

L'incendio di via Keplero
Se ne raccontavano di cotte e di crude sul fuoco del numero 14. Ma la verità è che neppur Sua Eccellenza Filippo Tommaso Marinetti avrebbe potuto simultanare quel che accadde, in tre minuti, dentro la ululante topaia, come subito invece gli riuscì fatto al fuoco.

Una visita medica
Un quadrupede tra i ciottoli tolse il dottore ai pensieri: levò il capo, si vide guardato dalla Battistina in discesa.

La mamma
Vagava, sola, nella casa. Ed erano quei muri, quel rame, tutto ciò  che le era rimasto? di una vita.

Una buona nutrizione
Le due amiche apparivano fisicamente e moralmente dissimili. Elena non aveva comune con la Lisa neppure la tanto rinomata inesperienza dell'età; cioè la gentile inettitudine a discernere quello che (forse) un cinquantennio di frequentazioni umane avrebbero conceduto poi alla Lisa di intravedere, ove non addirittura di penetrare.

La domenica
I Mananti lo sorpassarono come folata di vento e la loro «Augusta» rimpicciolì e disparve dentro il riverbero d'oro.

Socer generque
Quando il capitano Delacroix svoltò l'angolo del corridoio, badò al suolo per non incespicare nuovamente, cioè nel nuovo inizio del nuovo interminabile tappeto: gli avvenne allora di scorgere Nataniele immoto, vicino al muro, sulla piastrella più rossa: nell'attitudine d'un filosofo che si restringa nelle spalle, udendo il cielo a dar tuoni, e aspetti la grandine.

Un inchino rispettoso
La piccola casa dalle persiane verdi è stretta da una guardia di cipressi e dista non meno di quattrocento metri da Villa Guidi e cento dal viale.

La sposa di campagna
«La conoscan tutti. Sì. La Marianna. Se ne rammenti: non se lo scordi!»

La gazza ladra
Alla signora Campanini piacevano i ragazzi intelligenti anche quando la loro intelligenza aveva preso una brutta piega: quella, cioè, di scrivere, o, peggio, di pubblicare dei versi.

Il club delle ombre
Quando rovaio si ristette di là dai gioghi del monte, e qualche sbrano del nubiloso pelliccione che ne sovrastava lasciò travedere l'azzurro, e le tombe dei Semplici fiorirono alcune viole, per entro i cancelli, anche la signorina, allora, dismise il pellicciotto di castoro finto ch'era stato il suo arnese alla triste guerra del verno. Fu lieta di svestire quella lebbra.

Il bar
Che alla rivale, a quella «che le ha portato via il marito», una moglie possa regalare qualche cosa di diverso da una revolverata, Dicky non avrebbe mai neppure pensato di poterlo immaginare.

La cenere delle battaglie
Eucarpio Vanzaghi, uomo probo e serio, dirigeva un'industria.

Prima divisione nella notte
«... Mio figlio... il mare me lo ha dato. Un marinaio... E con questo?... Un marinaio... E questo marinaio è mio figlio!...» La signora urlava.

Accoppiamenti giudiziosi
Il matrimonio di Giuseppe Venarvaghi e Adelaide Carpioni vedova Cesare Golliati e madre di Luciano Golliati era stato combinato e in più d'un senso voluto, imposto, mediante lenta coazione e incontrollabile ricatto affettivo, da un ricchissimo prozio di Giuseppe, il quale, da una certa ricca tombola in poi, scogitò pure una trama da ingentilire il proprio telaio e corroborare il proprio scudo con l'appellativo «di Saltacavallo»: il tutto in vista d'una sistemazione patrimoniale dell'esiguo lignaggio e d'una corroborazione araldica dei validi se non anco magnanimi lombi del pronipote.

 

 

RACCONTI DISPERSI

 

La passeggiata autunnale
Un'aria fine e fredda e un po' di nebbia tra cielo  aria sui prati avevano suggerito d'entrare nella baita deserta: cosa che non dispiacque a nessuno; erano stanchi e al riparo si mangia, si beve, si riposa meglio.

 

Viaggi di Gulliver, cioè del Gaddus

Questa terra felice, denominata Breanza, da "bre" che significa fortunato, è tra le più ridenti e verdi della provincia nostra ed è la natural sedia di quelle amplissime e venustissime ville che i maggiori nostri edificarono a loro dimora per l'ozio loro, dopo le urbane contenzioni e li affanni delle politiche invidie: piantandovi d'attorno convenienti ed acconcissime piante, che superstiti sopra la banalità popolano d'uno fantasioso e nobile popolo antichi giardini.

Le bizze del capitano in congedo
Che il capitano Gaddus avesse perduto un orecchio in guerra, la storiografia critica, dopo accurato riesame dei documenti, è oggimai pervenuta ad escluderlo. Egli aveva semplicemente perduto la pazienza in pace.

 

Fuga a Tor di Nona

Con vecchie ossa, nella taciturna parvenza del cane bastonato, m'inoltro a mia volta nel laberinto fiutandovi le ore perdute, le vanite speranze: strascino i miei reumatismi oltre tutti i torsoli e le scolature del folklore: mi perdo e riperdo tra il vicolo del Fico e il vicolo delle Vacche: il soprabito di Tecchi, due scarpe giallo-zampa d'oca da questurino 1905, mi conferiscono quella finta rispettabilità di cui tanto bisogno, da non perder ogni fede nelle bugie del prossimo.

 

Una fornitura importante
Quando le annunciarono il cavalier Mazzelini, della «Forniture Ospedaliere Alberghiere», la madre superiora, che lo attendeva, lo ricevé senza fargli fare anticamera.

 

Il seccatore
Il seccatore è necessariamente un uomo, un maschio. Una profonda e felice esperienza della vita mi induce ad escludere che esista il seccatore femmina, mentre esistono oggi le femmine ossia donne brillantemente parificate all'uomo: donne ambasciaore, donne senatori, donne pittori, donne scrittori, donne critici, donne ministri, donne giudici, donne poliziotti.


Domingo del señorito en escasez. Domenica del giovin signore di scarsi mezzi
Conocí á Ojo de Madrigal hace como uno medio siglo á estas fechas en la Escuela Supeior de Ciencias de Pastrufacio, apagandose ya el verano para los examenes de facultad [...].
Conobbi dunque, lo dirò nel nostro idioma, Conobbi Ali Oco entonces: quiero decir in quegli anni lontani, aprendosi il corso di preparazione della facoltà di scienze di Pastrufacio, la industre, viva, oltreché «universitaria» città della valle del Rio Bermejo del Sur: algo de parecido, proprio qualcosa di simile alla nostra Padania o Keltikè, salvo beninteso il capovolgimento del baston de' poli capovolto.

 

 

RACCONTI INCOMPIUTI

 

Dejanira Classis (Novella 2.ª)

Dejanira, o com'ella da sé si nominava Denira Classis, era nata di là dal Piave, per chi giudichi stando per esempio a Roma, ed era la bellissima figlia di Daniele Classis, un intelligente e colto medico condotto.

 

Notte di Luna

«Anche allora, è stato di tredici!»

Il ragazzo si lasciò andare, affranto, sopra un gnocco di terra che poteva far da sedile: non si levò nemmeno il sacco, che sotto le spalle di lui supino fece da cuscino: rimase lì, con il capo reclinato all'indietro, con un rametto in mano, con le gambe larghe, sudato affannato, rosso.

 

La casa

Non appena venni in possesso delle ingenti somme che mi spettavano, diedi corso alla costruzione della mia casa.