Le meraviglie d'Italia

INCIPIT

Una mattinata ai macelli
I segni si rincorrono lungo la pista dello Zodiaco: già lo Scorpione abbranca il piatto della fuggitiva Bilancia.

Alla Borsa di Milano
Erano avanzi di bilancio, vulgo economie o risparmi, che la carriera letteraria m'aveva obbligato ad accantonare.

Mercato di frutta e verdura
Gli idrati ed i grassi, i sali e gli acidi e le inimitabili vitamine (A, B, C, D, E) che il popolo fronzuto di Pomona e di Vertumno ha elaborato nei campi, nei disegnati orti, (patrie saluberrime del suo rigoglio), sono voracemente domandati, pagati a contanti dal locomobile popolo di sangue rosso: il qual fonda ogni miglior salute nei sèdani: come pure negli spinaci , ne' carciofi, nelle mele, nelle patate, nelle zucche e zucchette, nelle noci, nei fichi, nei cacchi, nei finocchi: e nei funghi non velenosi, nelle dolcissime uve, nelle diureticissime carote, nelle barbabietole cotte e ustulate al forno, e messe in agra insalata.

Ville verso l'Adda
La Società Ortofrutticola (costituita nel 1856) ha convocato ieri in Piazza Crispi, all'alba discreta delle nove e trenta, un centinaio de' suoi soci (i quali sono milleottocento) per issarli su quattro autentici torpedoni e convogliarli in Brianza: dirò meglio: in quella dolce plaga che abusa del nome e tuttavia per parità di bellezza non demerita, dal vivagno orientale e meridionale di Brianza discendendo dolcissimamente all'Adda, communita ancora nei segni di Teodolinda regina.

Pianta di Milano. Decoro dei palazzi
L'Uggia disse un giorno al Cattivo Gusto:  «Fabbrichiamo una città dove poter imperare senza contrasti: tu sarai re, ed io la regina».

Nella notte
Molte volte, nel durar la fatica della dipendenza, (e quando anche il padrone mi pagasse), nel frequentare con persone di conto e di saputa parola, grinta e modi, o nel patir l'uggia degli insegnanti non chiesti, molte volte, quante volte! mi sono detto: «Avere una ramazza in ispalla! come questi qua: e andarmene, andarmene, trascinando le mie scarpe, nel buio!...».

Cronaca della serata
Il nono premio Bagutta, deferito ieri sera ad Enrico Sacchetti,  ha raccolto nella trattoria nuova del sor Pepori (al N. 14) quanti letterati ed artisti Milano aveva disponibili, molte e stupende signore, e tutto il pubblico che poteva capire nelle due sale.

Casi ed uomini in un mondo che dura quindici giorni
Si può anche entrare dal palazzo dello Sport. La luminosa cupola ellittica fa da cielo a una primavera di fiori veri e di panorami di cartone, a un'Italia con montagne e riviere fotomontate.

Una tigre nel parco
Gli psichiatri contemporanei,  come taluno deplora nelle stampe, riconducono a una sorgente infantile i maggiori fatti del nostro spirito: i più ricchi di contenuto dinamico: e cioè i desiderî, le speranze, i dolori, e la possibilità stessa del loro meccanismo: e le tendenze ad un arte, e gli automatismi incoercibili denominati «istinti»; gli affanni, le gelosie, le manie, le simpatie ed antipatie e tutti i tic variopinti di cui Nostra Magnificenza si addobba: tutti gli impulsi, insomma, accettabili o riprovevoli, cioè sociali o dissociali, che compongono la nostra figura di adulti.

Sul Neptunia
Mentre il Cavaliere, in camicia nera, e col suo volto bonario e serio, percorreva una dodicesima volta il marciapiede N. 7 per assicurarsi che tutti avessero posto ne' treni, lo speciale A e lo speciale B, alcune musiche, (da più luoghi), e canti risuonarono sotto la volta basilicale della stazione e dopo un breve intendere capimmo che dovevano essere dei richiamati, verso reggimenti lontani.

Libello
Anche se il fatto artistico è il portato d'una felice grazia del vivere, d'una vividezza e pienezza dell'anima, meglio che non lo squallido elaborato venuto fuori dal malloppo delle regole, delle disquisizioni accademiche, dei suggerimenti autorevoli; e per quanto l'Odissea preceda la grammatica e la Vita Nuova vada avanti ad ogni stilistica: non mi sento tuttavia così alieno dal credere in una validità, in una bontà dei precetti, di quelli almeno che il buon senso ne serve in tavola, da ripudiare a priori ogni disciplina, ogni studio, ogni meditato dispositivo del criterio, ogni conforto dell'esperienza.

Ronda al Castello
Ciclisti d'ogni qualità e costume fendevano incurvi la greve consistenza dell'aria, (che i mortali respirano deliziati): esibendo quadrettati calzoni e calzettoni, strane maglie, talvolta ricamate d'un nome, di cui Bruno, talvolta, s'ingelosiva.

Frammento. Sostando nella necropoli comunale
Come puntuali stelle nel cielo della notte, le imagini di chi ci accompagnava, e un giorno sorrise, vivono altissime nel nostro lontano scrutare: e il tempo si manifesta per un inganno, o come un provvisorio espediente scogitato a commemorare la tenebra, a ordinare in cronologie pseudo-logiche le registrazioni dell'inane.  

Da Buenos Aires a Resistencia
Un ricordo, nei caffè di duecento tavoli, l'agitata combriccola dell'orchestra: i dodici epilettici titolari, sei negri, sei pallidi: la selvaggia, sincopata nenia del tango, acre, disperato, autentico: e il tintinnio d'un cucchiaino caduto.

Un cantiere nelle solitudini
La fabbrica era un vasto recinto, quadrato: e vi sorgevano i primi edifici di mattone tuttavia muniti delle impalcature: intorno ad essi l'ingombro dei materiali, delle casse, delle macchine ancora imballate, deposte così sul terreno, coperte appena da un telo: e per tutto carri, cavalli, pozze fangose, manovali indigeni e meccanici nostri color bleu, che animavano in un andirivieni gli spiazzi scavalcando travi e assi, aggirando sacchi di cemento, o i crateri delle malte: qualcuno orinava pensoso in un angolo; dietro una catasta di legname sporgeva il capo del meditabondo.

Il pozzo numero quattordici
Erano circa le dieci nello scialbo grigiore dell'inverno, dopo una seconda notte di treno, dopo fuggenti abetaie.

La funivia della neve
L'Aquila novantanove volte sacra nelle novantanove sue chiese, alta nel nome e nel sito, pura d'acque, serena fra i monti d'Italia con i muri, la torre, lo speronato castello, L'Aquila invita alla sua montagna la giovinezza nuova d'Italia: e neppure disdegna chi fosse più cauto nel passo e giovine tuttavia nell'animo tanto, da desiderare le purità deserte ed alte, corse dal vento.  

Apologo del Gran Sasso d'Italia
Dove il crinale d'Italia, fra il Vomàno e l'Aterno, «passa oltra quel segno» , e, vinto il gregge nebuloso de' gioghi, supera di mille metri la vetta dantesca del Falterona, leva nei cupi azzurri in vista de' due mari il suo grigio vertice, striato di gelide nevi, non ci sono proibizioni alla libera bellezza d'ogni tuo moto e appetito: se anche, dopo la corsa e la neve, ingollerai una minestra calda o tracannerai un qualche demonio di bicchierino, non sarà poi la fine del mondo: tutt'al più ti circonderemo di buoni consigli, ti porgeremo, dopo l'indiavolata corsa ed il vento, un calice d spumante italiano e un pollo arrosto arrostito lì per lì.

Fatti e miti della Marsica nelle fortune de' suoi antichi patroni
Quando Tommaso di Celano, che aveva ricevuto dal gran Povero la fiamma e l'abito della disciplina, ebbe coi tardi anni a ridursi nel convento delle Clarisse di Val de' Vari per potervi inspiratamente far séguito al «memoriale in desiderio animae de gestis et verbis sanctissimi patris nostri Francisci», il primo Bartolomeo de' Pontibus signore di Tagliacozzo e il di lui figlio Oderigi, lasciato il mondo de' comuni peccati da più che mezzo secolo, riposavano oramai tranquilli nel grembo di Dio; supposto che la Bontà Infinita avesse già deliberato nei loro confronti il necessario condono di pena, dopo i continui rubalizi, usurpazioni e dispetti d'ogni genere da loro perpetrati e usati ai danni della Badìa di San Cosma.

Un romanzo giallo nella geologia
Alti monti, con disegno e nomi d'una gravità chiara ed antica, circonvènnero me transpadano dagli orecchi pieni di pizzi, corni e bocchette.

Genti e terre d'Abruzzo
Salivamo, lungo la muraglia, dall'area de' Marsi, lasciato nella luce del meriggio il Fucino: che si distese ampio allo sguardo nella sua tremolante fumèa non appena l'autocorriera ebbe superato Celano.

Le tre rose di Collemaggio
Lasciatemi sostare nel mio sogno e nella mia devozione, se pure ùrgano il tempo e le cose.

Dalle mondine, in risaia
Dei salici, il più vicino filare lasciava travedere tutti gli altri e lontane allineate di canadesi, che sono pioppi di pelle bianca, quasi argentata, e mettono virgole chiare di là da ogni campo, contro le luci orizzontali della sera.

Carraria
I Liguri d'Apuania, non pare gli Etruschi, avevano già impreso da qualche secolo lo sfruttamento della montagna lunense per la necessità del loro costruire, già forse avevano inviato all'Urbe, dal porto di Luni tragittandolo a Ostia, qualche ammirato campione dei loro marmi bianchissimi; allorché Roma li superò: e dedusse nell'agro apuano (da lei detto pisano) una prima e pandemoniale colonia, circa il 180-177 a.C.

Il carbone dell'Arsa
La regione carbonifera dell'Istria attualmente coltivata è in territorio della veneta città di Albona, che mi appare alta e nobile sul colle, come castello, a difesa della sua gente, di antico parlare e costume.

Arsia. Viaggio nel profondo
Della galleria di estrazione avevo già notato l'imbocco, come di un minuscolo «tunnel», sullo spiazzo presso il villaggio nuovo, in fondo alla valletta del Carpano: la quale poi si dilata sotto il gravare del meriggio e si appiana e sfocia nei canneti dell'Arsa: torbiera improvvisamente marina, fiordo tranquillo, azzurro.

Sull'Alpe di marmo
Il cosiddetto agro marmifero apuano lucchese è circoscritto dalle fosse del Magra e del Serchio, dal tenue greto della Aulella, dalla fascia rivierasca della Versilia.