La meccanica

TRAMA

I.
Milano, 4 ottobre 1915. La bella Zoraide riceve la visita di Gildo (Spartaco Pessina). Donnaiolo, implicato in diversi piccoli furti e tornitore allo stabilimento meccanico Magnoni, Gildo è cugino di Luigi Pessina, marito di Zoraide impegnato al fronte. Con il pretesto di una cartolina del cugino, Gildo si è recato da Zoraide per chiederle di intercedere presso l'influente famiglia per cui lavora affinché gli sia evitata la chiamata alle armi.
Durante la visita, Gildo, oltre a ottenere un piccolo prestito in denaro, accenna all'aggressione di un giovane tornitore dello stabilimento (rampollo di una famiglia dell'alta borghesia milanese) da parte degli altri operai.

II.
L'operaio aggredito è Franco Velaschi, con cui Zoraide ha una relazione extraconiugale. Zoraide è turbata dall'episodio; ripensa a quando ha conosciuto Franco giovane studente, ai suoi primi approcci.
Un uguale sgomento non prova invece per il marito Luigi spedito al fronte: un militante socialista che aveva appreso il mestiere di falegname alla Società Umanitaria (istituzione filantropica della Milano di inizio Novecento la cui opera, avviata dopo ripetute difficoltà, era stata interrotta dall'entrata in guerra dell'Italia).

III.
Luigi ha conosciuto Zoraide tramite conoscenti di Treviso (essa era di Castelfranco) e si è fidanzato nell'autunno del 1914. Nel gennaio del 1915 si è sposato; nel settembre dello stesso anno, nonostante un sospetto di tubercolosi, è stato spedito al fronte.

IV.
Franco ha invece evitato la chiamata alle armi grazie all'interessamento dei genitori. Infatti, su suggerimento della madre di Franco, Teresa Brocchi, il padre notaio Velaschi ha fatto assumere il figlio nello stabilimento Magnoni.

V.
Il 2 ottobre 1915, però, si verifica l'aggressione di Franco allo stabilimento. L'episodio convince il notaio Velaschi e la moglie che, con un adeguato incarico, la guerra è forse meno pericolosa della fabbrica, covo di socialisti e anarchici.

 


Abbozzo dei capitoli finali

[VI.]
Franco Verlati [così il «Velaschi» dei capitoli precedenti] è arruolato come autista di camion. Durante uno spostamento, l'autocolonna in cui si trova viene colpita dall'artiglieria nemica. Franco salva un compagno ferito, gesto eroico che gli varrà un riconoscimento militare.

[VII.]
Nonostante l'interessamento di Irma [così la «Zoraide» dei capitoli precedenti], Gildo è spedito al fronte. Giunto con il suo battaglione nella campagna fuori Vicenza, diserta. Dopo avere vagato notte e giorno in un bosco, è colpito a morte da due militi.

[VIII.]
Giugno 1916, teatro di guerra veneto. Luigi, ormai irrimediabilmente minato dalla tubercolosi, è trasportato all'ospedale militare di Salcedo. Ottiene un permesso per raggiungere a Vicenza la moglie, trasferitasi presso una vecchia parente. Nella casa di questa parente coglie in fragrante Irma [Zoraide] e Franco: mentre questi lo riconosce come il ferito che aveva salvato dai colpi dell'artiglieria nemica, Luigi si accascia su una poltrona e muore.
Qualche giorno dopo i funerali di Luigi, Franco viene insignito della medaglia d'argento per il suo gesto eroico.