La cognizione del dolore

TRAMA

Parte prima

I.
Il 28 agosto 1934, a Lukones, piccolo villaggio del Maradagàl, il dottor Felipe Higueróa viene informato dal peone José che don Gonzalo Pirobuttirro d'Eltino lo attende nella sua villa per una visita.
Lukones è recente teatro di un piccolo scandalo: il sorvegliante sordo di guerra del Nistitúo provincial de vigilancia para la noche, da tutti conosciuto come Pedro Manganones, oltre a fingere la sua sordità, risulta essere registrato all'anagrafe con il nome di Gaetano Palumbo. Al dottor Higueróa sono stati forniti ragguagli in merito dal colonnello medico Di Pascuale, che aveva già visitato e smascherato il Palumbo qualche anno prima, quando aveva fatto richiesta della pensione di guerra.
(Il colonnello Di Pascuale vive con la moglie nella portineria di Villa Maria Giuseppina, di proprietà dei coniugi Bertoloni e oggetto di recenti episodi sfortunati: due fulmini si erano abbattuti su di essa a due anni di distanza l'uno dall'altro, il primo scaricatosi sulle ville confinanti con conseguenti azioni legali di risarcimento; venuto improvvisamente a mancare il grande poeta Carlos Caçoncellos, «l'idolatria del pubblico per l'Estinto [...] vietava loro [i Bertoloni] nel modo più perentorio di "rimuovere anche soltanto uno spillo" nei diversi locali della Giuseppina»; nella comunità locale si era sparsa la credenza che la villa fosse abitata da fantasmi.)
Il dottor Higueróa si appresta quindi a raggiungere Gonzalo, un nevrotico ingegnere che vive con la madre, conduce una vita appartata e gode di cattiva fama presso gli abitanti di Lukones e della vicina Pastrufazio: misantropo, iracondo e crudele, oltre che «vorace, e avido di cibo e di vino».

II.
Il dottor Higueróa giunge alla villa. Prima che gli si faccia incontro Gonzalo, Higueróa raccoglie lo sfogo della domestica Battistina, che biasima l'ingegnere perché persona spaventosa, capace di terrorizzare anche la propria madre.

III.
Il dottor Higueróa visita Gonzalo e lo sollecita a distrarsi. Gonzalo, indifferente agli inviti del dottore, si sfoga, lamentando l'eccessiva generosità della madre nei confronti del prossimo, la fame e il freddo che egli ha patito nell'infanzia; minaccia di cacciare tutti coloro che frequentano la villa (domestiche, peones, ragazzini a lezione di francese) e rivendica il possesso della sua casa e il diritto di viverci solo con la madre.

IV.
La conversazione tra Gonzalo e Higueróa si sposta sul muro di cinta della villa, inadatto a svolgere una funzione di difesa. Gonzalo mostra una qualche apprensione al pensiero che alla madre, in sua assenza (egli è spesso lontano per lavoro), possa accadere qualcosa; ciononostante, non intende abbonarsi al Nistitúo provincial de vigilancia para la noche.
Un sorvegliante del Nistitúo (Gaetano Palumbo), giunto alla villa in cerca della madre di Gonzalo, è accolto in malo modo. Il dottor Higueróa racconta dei ripetuti tentativi (infine coronati dal successo) del colonnello medico Di Pascuale di smascherare la finta sordità di Gaetano Palumbo.

Parte seconda  

I.
La madre di Gonzalo (Elisabetta François) vaga per la casa, sola: un figlio, il minore, morto in guerra; l'altro, Gonzalo, raramente in casa per i suoi viaggi di lavoro.

II.
Gonzalo è di ritorno alla villa da uno dei suoi viaggi. La madre gli prepara la cena. Ha soggezione del figlio, è inquieta, timorosa.

III.
Gonzalo, pensieroso, è a tavola per cenare. Una sua manifestazione d'affetto verso la madre è interrotta dall'arrivo del peone José. Gonzalo è infastidito dalla miseria del peone, dal suo sudiciume. Lo caccia da casa in malo modo.
Trascorrono alcuni giorni. La madre di Gonzalo appare serena; Gonzalo, più volte lontano da casa per lavoro, appare angustiato dall'inutilità del muro di cinta.

IV.
Gonzalo ascolta la lavandaia Peppa raccontare a José del furto subito dal cavalier Trabatta. Questi si è sempre rifiutato di abbonarsi al Nistitúo e in risposta al furto (sospetta forma di minaccia da parte del Nistitúo stesso contro chi non ricorre alla sua protezione) ingaggia per la guardia notturna del suo castello Bruno Olocati ed Ermenegildo Gomez, due giovani cugini con passato di contrabbandieri.
Qualche tempo dopo, Gonzalo sorprende in cucina la madre con diversi abitanti di Lukones. Non sopporta tale invasione della sua casa, s'infuria con la madre e la minaccia («se ti trovo ancora una volta nel braco dei maiali, scannerò te e loro»). Preparata la valigia, parte.

V.
I due cugini ingaggiati dal cavalier Trabatta, durante una sorveglianza notturna al castello, avvertono un suono di passi all'esterno. Escono per verificare un'eventuale presenza di ladri e, seguendo rumori sospetti, penetrano nella villa di Gonzalo, dove rinvengono tracce di passaggio di intrusi. Danno l'allarme agli abitanti di Lukones, che accorrono alla villa: la madre di Gonzalo è trovata nella sua camera, moribonda, vittima di una violenta aggressione.