I racconti

INCIPIT

San Giorgio in casa Brocchi
Che Jole, la cameriera del conte, uscisse ogni sera per far fare la passeggiata a Fuffi: e che Fuffi, di tanto in tanto, dopo aver meticolosamente inseguito a guinzaglio teso e col muso contro terra non si sa che odore, levasse tutt'a un tratto, contro il più nobile degli Ippocastani, la quarta zampetta, come a dire: «Questo qui, proprio, mi merita la spesa!»; che, intanto, frotte di bersaglieri ritardatari trasvolassero in corsa con piume nel vento di primavera e dicessero a Jole dei madrigali a tutto vapore, già sui vaganti sogni della notte cadendo la brutale saracinesca della ritirata: che i tram vuoti galoppassero verso le tettoie suburbane o semivuoti verso le formicolanti stazioni: e qualche monaca in partenza chinasse il viso sopra le mani congiunte nel grembo, travisti dal finestrino li amanti disparire baciandosi nell'ombre de' cupi giardini; e che Jole, travista la monaca in tram, quella povera monaca le mettesse in tutte le vene un certo desolato sgomento: che tuttociò accadesse, era, si potrebbe quasi arrischiare, nell'ordine quasi naturale delle cose, o almeno delle cose del 1928 p. C. n.

L'incendio di via Keplero
Se ne raccontavano di cotte e di crude sul fuoco del numero 14. Ma la verità è che neppur Sua Eccellenza Filippo Tommaso Marinetti avrebbe potuto simultanare quel che accadde, in tre minuti, dentro la ululante topaia, come subito invece gli riuscì fatto al fuoco.

Una visita medica
Un quadrupede tra i ciottoli tolse il dottore ai pensieri: levò il capo, si vide guardato dalla Battistina in discesa.

La mamma
Vagava, sola, nella casa. Ed erano quei muri, quel rame, tutto ciò  che le era rimasto? di una vita.

Una buona nutrizione
Le due amiche apparivano fisicamente e moralmente dissimili. Elena non aveva comune con la Lisa neppure la tanto rinomata inesperienza dell'età; cioè la gentile inettitudine a discernere quello che (forse) un cinquantennio di frequentazioni umane avrebbero conceduto poi alla Lisa di intravedere, ove non addirittura di penetrare.

La domenica
I Mananti lo sorpassarono come folata di vento e la loro «Augusta» rimpicciolì e disparve dentro il riverbero d'oro.

Socer generque
Quando il capitano Delacroix svoltò l'angolo del corridoio, badò al suolo per non incespicare nuovamente, cioè nel nuovo inizio del nuovo interminabile tappeto: gli avvenne allora di scorgere Nataniele immoto, vicino al muro, sulla piastrella più rossa: nell'attitudine d'un filosofo che si restringa nelle spalle, udendo il cielo a dar tuoni, e aspetti la grandine.

La sposa di campagna
«La conoscan tutti. Sì. La Marianna. Se ne rammenti: non se lo scordi!»

Accoppiamenti giudiziosi
Il matrimonio di Giuseppe Venarvaghi e Adelaide Carpioni vedova Cesare Golliati e madre di Luciano Golliati era stato combinato e in più d'un senso voluto, imposto, mediante lenta coazione e incontrollabile ricatto affettivo, da un ricchissimo prozio di Giuseppe, il quale, da una certa ricca tombola in poi, scogitò pure una trama da ingentilire il proprio telaio e corroborare il proprio scudo con l'appellativo «di Saltacavallo»: il tutto in vista d'una sistemazione patrimoniale dell'esiguo lignaggio e d'una corroborazione araldica dei validi se non anco magnanimi lombi del pronipote.