Accoppiamenti giudiziosi

INCIPIT

Cugino barbiere
Il giorno di lunedì 5 ottobre 1915 un tempestar di colpi sull'uscio fece levar il capo e rivolgerlo alla stupenda Zoraide ch'era seduta sur una scranna impagliata e agucchiava.

Papà e mamma
Nel giovinetto Velaschi si palesò un'affezione precoce per le trovate migliori della meccanica e dipoi un cotale studio tutto lo prese.

Le novissime armi
E c'era stato, anche, il processo per il secondo incaglio dell'incrociatore «San Giorgio», specializzatosi in simil genere di esercitazioni nautiche.

Dopo il silenzio
Lepri e funghi e polenta, con gli amici dalle labbra rosse, unte: demolita la pagnotta, qualche granulo masticato, dalle labbra, ridendo e ciarlando lo soffiano via nella tenebra.

San Giorgio in casa Brocchi
Che Jole, la cameriera del conte, uscisse ogni sera per far fare la passeggiata a Fuffi: e che Fuffi, di tanto in tanto, dopo aver meticolosamente inseguito a guinzaglio teso e col muso contro terra non si sa che odore, levasse tutt'a un tratto, contro il più nobile degli Ippocastani, la quarta zampetta, come a dire: «Questo qui, proprio, mi merita la spesa!»; che, intanto, frotte di bersaglieri ritardatari trasvolassero in corsa con piume nel vento di primavera e dicessero a Jole dei madrigali a tutto vapore, già sui vaganti sogni della notte cadendo la brutale saracinesca della ritirata: che i tram vuoti galoppassero verso le tettoie suburbane o semivuoti verso le formicolanti stazioni: e qualche monaca in partenza chinasse il viso sopra le mani congiunte nel grembo, travisti dal finestrino li amanti disparire baciandosi nell'ombre de' cupi giardini; e che Jole, travista la monaca in tram, quella povera monaca le mettesse in tutte le vene un certo desolato sgomento: che tuttociò accadesse, era, si potrebbe quasi arrischiare, nell'ordine quasi naturale delle cose, o almeno delle cose del 1928 p.C.n.

L'incendio di via Keplero
Se ne raccontavano di cotte e di crude sul fuoco del numero 14. Ma la verità è che neppur Sua Eccellenza Filippo Tommaso Marinetti avrebbe potuto simultanare quel che accadde, in tre minuti, dentro la ululante topaia, come subito invece gli riuscì fatto al fuoco.

Una visita medica
Un quadrupede tra i ciottoli tolse il dottore ai pensieri: levò il capo, si vide guardato dalla Battistina in discesa.

La mamma
Vagava, sola, nella casa. Ed erano quei muri, quel rame, tutto ciò  che le era rimasto? di una vita.

Una buona nutrizione
Le due amiche apparivano fisicamente e moralmente dissimili. Elena non aveva comune con la Lisa neppure la tanto rinomata inesperienza dell'età; cioè la gentile inettitudine a discernere quello che (forse) un cinquantennio di frequentazioni umane avrebbero conceduto poi alla Lisa di intravedere, ove non addirittura di penetrare.

La domenica
I Mananti lo sorpassarono come folata di vento e la loro «Augusta» rimpicciolì e disparve dentro il riverbero d'oro.

Socer generque
Quando il capitano Delacroix svoltò l'angolo del corridoio, badò al suolo per non incespicare nuovamente, cioè nel nuovo inizio del nuovo interminabile tappeto: gli avvenne allora di scorgere Nataniele immoto, vicino al muro, sulla piastrella più rossa: nell'attitudine d'un filosofo che si restringa nelle spalle, udendo il cielo a dar tuoni, e aspetti la grandine.

Un inchino rispettoso
La piccola casa dalle persiane verdi è stretta da una guardia di cipressi e dista non meno di quattrocento metri da Villa Guidi e cento dal viale.

La sposa di campagna
«La conoscan tutti. Sì. La Marianna. Se ne rammenti: non se lo scordi!»

La gazza ladra
Alla signora Campanini piacevano i ragazzi intelligenti anche quando la loro intelligenza aveva preso una brutta piega: quella, cioè, di scrivere, o, peggio, di pubblicare dei versi.

Il club delle ombre
Quando rovaio si ristette di là dai gioghi del monte, e qualche sbrano del nubiloso pelliccione che ne sovrastava lasciò travedere l'azzurro, e le tombe dei Semplici fiorirono alcune viole, per entro i cancelli, anche la signorina, allora, dismise il pellicciotto di castoro finto ch'era stato il suo arnese alla triste guerra del verno. Fu lieta di svestire quella lebbra.

Il bar
Che alla rivale, a quella «che le ha portato via il marito», una moglie possa regalare qualche cosa di diverso da una revolverata, Dicky non avrebbe mai neppure pensato di poterlo immaginare.

La cenere delle battaglie
Eucarpio Vanzaghi, uomo probo e serio, dirigeva un'industria.

Prima divisione nella notte
«... Mio figlio... il mare me lo ha dato. Un marinaio... E con questo?... Un marinaio... E questo marinaio è mio figlio!...» La signora urlava.

Accoppiamenti giudiziosi
Il matrimonio di Giuseppe Venarvaghi e Adelaide Carpioni vedova Cesare Golliati e madre di Luciano Golliati era stato combinato e in più d'un senso voluto, imposto, mediante lenta coazione e incontrollabile ricatto affettivo, da un ricchissimo prozio di Giuseppe, il quale, da una certa ricca tombola in poi, scogitò pure una trama da ingentilire il proprio telaio e corroborare il proprio scudo con l'appellativo «di Saltacavallo»: il tutto in vista d'una sistemazione patrimoniale dell'esiguo lignaggio e d'una corroborazione araldica dei validi se non anco magnanimi lombi del pronipote.